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lunedì 6 ottobre 2014

Cuba: Vivere con 15 euro al mese arrangiandosi


A Cuba il salario medio è di 471 pesos al mese (20 dollari, 14,7 euro). Ben sotto la soglia di povertà che è fissata ad un dollaro al giorno per i paesi dell’area. I medici, la principale fonte di reddito del Paese in valuta estera, possono guadagnare 30-40 euro, ma molte persone vivono con soli 10 euro al mese. Tutto questo succede nonostante la parziale apertura all’economia di mercato voluta tempo fa dal presidente Raul Castro. La maggior parte dei lavoratori è costretta a ingegnarsi per integrare le proprie entrate e sbarcare il lunario. Ma intanto le disuguaglianze stanno crescendo.
Tutti gli abitanti dell’isola hanno diritto alla libreta, un carnet di prodotti alimentari sovvenzionati, in vendita a prezzi calmierati, che però non permettono di sfamarsi per più di dodici giorni. Le merci sono distribuite da un certo numero di aziende del quartiere (uno per il latte e le uova, un altro per le carne, un altro per il pane, uno più grande per il cibo secco e tutto il resto, dal caffè al petrolio o sigarette). Ogni negozio ha un dipendente che scrive il valore dato alla famiglia.
La libreta prevede una distribuzione mensile strettamente razionata dei componenti essenziali dell’alimentazione e della vita quotidiana: riso, pasta, fagioli, olio, zucchero, sale, un po’ di caffè e di dentifricio, sporadicamente altri prodotti come la polpa di pomodoro e il pollo. La razione di “proteine” consiste in un miscuglio di carne macinata e farina di soia, sufficiente per quattro hamburger al mese. L’unica salvezza e fonte affidabile di proteine sono le dieci uova fornite.
Per cercare di sopravvivere non resta che l’arte di arrangiarsi. C’è chi si dedica al furto e chi acquista al mercato nero ciò di cui ha bisogno. Così, appena possibile, si cerca di accaparrarsi un pesce, rubato o pescato clandestinamente, una maglietta o un pacchetto di detersivo. C’è chi si porta sempre appresso un sacco di plastica per cogliere al volo eventuali opportunità che si presentassero. È possibile perfino che ci si veda proporre delle mele che, per misteriosi motivi legati all’agricoltura pianificata, sono assenti dall’Avana da mesi.
Il mercato nero è alimentato anche dal via libera, dato ai cubani l’anno scorso, di uscire e rientrare liberamente sul suolo nazionale. I vestiti indossati dai cubani vengono spesso dagli Stati Uniti. Chi per esempio vola a Miami, può tornare con un bagaglio di 30 chili. La mercanzia è venduta porta a porta e anche sul posto di lavoro.
Il governo cubano riconosce che i salari bassi sono un problema “generale” sull’isola, ma ha sottolineato che i cubani non pagano i servizi di base come la sanità e l’istruzione. Il presidente cubano Raul Castro continua a ripetere che “i problemi relativi ai salari sono il principale ostacolo per l’aumento della produttività e dell’efficienza in molto campi, causando demotivazione, apatia e disinteresse per il lavoro, con conseguenti effetti nella disciplina del lavoro e nell’esodo dei lavoratori qualificati verso attività più remunerative, ma meno esigenti dal punto di vista professionale, producendo senza dubbio un processo di sottocapitalizzazione della forza del lavoro, cosa che ha colpito i rami industriali basilari, il Ministero della Costruzione e altri, come anche le sempre più negate promozioni verso posizioni direzionali”.
Non potendo ottenere investimenti stranieri significativi, come la ricapitalizzazione dei principali settori produttivi, l’economia cubana continuerà a muoversi in questo circolo vizioso, che chiaramente danneggia contro l’aumento del potere acquisitivo dei salari, il vero problema che colpisce la popolazione oggi.
I lavoratori più fortunati sono quelli del settore turistico o di altri comparti, che lavorano all’estero e inviano denaro in patria alle loro famiglie. Proprio i visitatori stranieri (2,85 milioni nel 2013) sono una fonte di ricchezza per gli abitanti dell’isola, grazie alle mance in valuta forte, il Cuc (Pesos Convertibili) usato dai turisti, che vale 75 centesimi di euro. Ma non tutti hanno contatti con i turisti, non tutti vivono di furti allo stato, Cuba non è solo Havana o grandi città, c’è tutto il resto dove vive il popolo cubano, senza entrate extra.
E pensare che a Cuba nessuno dice che si stava meglio quando si stava peggio, perché quando si stava peggio, negli anni del Periodo especial (1993-2003), era davvero peggio. Oggi tutti hanno un piatto di gongrì (riso e fagioli) la sera, e un tetto sotto il quale andare a buttarsi, ma soprattutto hanno imparato l’arte di arrangiarsi.

venerdì 5 settembre 2014

Cuba, l'annuncio di Manconi Giulio Brusadelli è libero

5 settembre 2014
Sembrava una storia più assurda di quella accaduta allo studente americano Billy Hayes, raccontata nel film Fuga di mezzanotte (Midnight Express). Ma per fortuna si è chiusa stamattina alle 3.40: Giulio Brusadelli, 34 anni, è stato scarcerato oggi a Cuba.

L'uomo era stato condannato lo scorso 3 marzo a 4 anni di carcere dopo essere stato arrestato per "traffico di stupefacenti" imputabile per il possesso di 3.5 grammi di cannabis. Aveva iniziato a scontare la sua pena nello stesso mese, nel carcere di Aguadores, dove è rimasto fino alla sentenza. Brusadelli soffre da quasi vent'anni di una grave sindrome maniaco-depressiva: l’esperienza del carcere lo ha debilitato fisicamente e psicologicamente, al punto da farlo trasferire presso il reparto psichiatrico dell’ospedale "Juan Bruno Zayas", dove è tuttora ricoverato.

La famiglia ha scritto una lettera al Senatore Luigi Manconi, noto per le sue attività di tutela su argomenti come la giustizia, il garantismo,e le libertà individuali, il quale ha risposto definendolo un "caso umanitario che sta meritando la massima attenzione delle autorità italiane".

A favore della sua scarcerazione era stata lanciata una petizione diffusa su tutti i social network.

Cuba, ritorna la tragedia dei balseros, i migranti che fuggono in barche improvvisate

Malgrado la relativa apertura grazie alle riforme economiche di Raul Castro, sono ancora molti i cubani che cercano di fuggire dall'isola a bordo di barche improvvisate.
Negli ultimi giorni due gruppi di «balseros» sono riusciti a raggiungere il Messico e gli Stati Uniti, ma le loro avventure hanno avuto epiloghi differenti. Il primo gruppo - composto da sei cubani, tutti uomini fra i 28 e i 65 anni - è sbarcato sulle coste del Texas, quasi alla frontiera con il Messico, dopo essere partito dalla Isla de la Juventud ed essere rimasto quasi 20 giorni alla deriva perchè il motore della loro imbarcazione si era rotto dopo soli due giorni di navigazione.

Il secondo gruppo - 10 uomini e 7 donne - è invece stato salvato dalla guardia costiera messicana a circa 250 km da Progreso, nella penisola dello Yucatan. Hanno raccontato anche loro di essere rimasti alla deriva per più di due settimane - la loro barca non aveva nemmeno un motore - e due degli uomini del gruppo sono morti prima di sbarcare in territorio messicano, stremati dalla fatica e dalla disidratazione. Ma qui finisce il parallelo fra le due storie, perchè i «balseros» arrivati in Texas potranno chiedere asilo negli Usa, in base alla cosiddetta legge «piedi bagnati, piedi asciutti» (se vengono intercettati in mare sono restituiti a Cuba, se invece riescono a raggiungere la terra ferma potranno rimanervi), mentre quelli arrivati in Messico saranno riconsegnati alle autorità dell'Avana entro la fine della settimana.

Dall'inizio della Rivoluzione castrista, nel 1959, oltre un milione di cubani, l'equivalente di poco più del 10% della popolazione dell'isola, sono emigrati dal loro Paese natale, in maggior parte verso gli Usa.

giovedì 4 settembre 2014

Cantet alle prese con le disillusioni della Cuba di oggi


Con una nutritissima selezione di film francesi in concorso (ben quattro), Laurent Cantet, Palma d'oro a Cannes nel 2008 con La classe, ha trovato posto al Lido fuori dalla selezione ufficiale, alle Giornate degli Autori, con il suo nuovo film, Retour à Ithaque (in italiano, più prosaicamente, Ritorno a L'Avana). Il suo film però non è privo di motivi di interesse, a cominciare dal tema poco inconsueto e inaspettato. In trasferta a Cuba, il regista ha lavorato in collaborazione con lo scrittore Leonardo Padura, utilizzando vari suoi spunti per raccontare una generazione di cinquantenni illusi e oppressi dal regime.
Molti riferimenti forse sfuggiranno allo spettatore italiano, anche se il percorso di disillusione e di crescita tra le maglie della dittatura, leggendo di nascosto Orwell o Cabrera Infante, è comunque chiaro. Verrà colta una somiglianza specifica: quella con uno dei più bei film di Ettore Scola, La terrazza.
Qui addirittura l'intera storia si svolge appunto in una terrazza, dalla mattina all'alba del giorno dopo, con cinque personaggi a confronto: un esule appena tornato dalla Spagna, un imprenditore ammanicato col regime, un pittore fallito e una oftalmologa che ha trovato la fede. Il padrone di casa è quello più in disgrazia di tutti, che si arrabatta tra mille lavoretti con un figlio che vorrebbe solo fuggire. Le dinamiche tra i personaggi, sostenute dai bravissimi attori cubani, si svelano poco a poco, indulgendo man mano alla nostalgia e alle illusioni perdute, con un finale a sorpresa.

mercoledì 13 agosto 2014

Cuba: Fidel Castro compie 88 anni

Concerti e una mostra fotografica all'Avana

Come avviene ormai da tempo, Fidel Castro ha oggi mantenuto un profilo basso in occasione del suo compleanno: il 'lider maximo' cubano ha compiuto 88 anni, ricorrenza che comunque Cuba ha celebrato con una mostra fotografica di cui l'ex presidente è il protagonista. Ormai dal 2006, Castro non occupa nessun incarico pubblico. All'Avana non sono state organizzate grandi manifestazioni o meeting pubblici, solo qualche concerto e una mostra di foto e audiovisiva allestita nella 'Plaza de la Revolucion' del regista Roberto Chile intitolata "Fidel è Fidel", nella quale è possibile percorrere l'ultima fase della sua presidenza, dal 1984 al 2006. In quegli anni, Chile lo ha accompagnato costantemente, documentando le sue attività pubbliche e private, a dimostrazione della "personalità instancabile" del leader. Nella città di Camaguey ieri notte una trentina di giovani artisti hanno d'altra parte partecipato ai festeggiamenti in coincidenza con la celebrazione della Giornata Internazionale della Gioventù. Il sito web ufficiale Cubadebate dedica a sua volta ampio spazio al compleanno del "comandante", ricordando inoltre i lavori di ristrutturazione della casa della famiglia Castro di Biran - nella provincia di Holguin - "oggi monumento nazionale, il luogo dove sono nati due 'grandi' della storia cubana", e cioè Fidel e Raul, fratello e successore del 'lider maximo' quale presidente di Cuba.

Cuba: stop al ‘sogno petrolifero’, l’Avana punta a energie alternative

Fallito il tentativo delle prospezioni petrolifere in acque profonde, Cuba ha deciso di concentrarsi sulle energie rinnovabili e migliorare la produzione di greggi con pozzi sulla terraferma, a causa dello svanito interesse delle grandi imprese straniere all’off-shore.

Misna - Alla promozione di energie alternative il governo pianifica infatti di destinare nell’arco dei prossimi 15 anni fino a 3,6 miliardi di dollari, come annunciato di recente dal vice presidente e membro dell’ufficio politico del Partito comunista cubano (Pcc), Marino Murillo.
A fronte di una grande quantità di petrolio di più facile accesso in diverse regioni del pianeta e anche a causa dei persistenti ostacoli posti dall’embargo statunitense , tutte le imprese straniere coinvolte nel 2012 in diversi tentativi di perforazione in acque profonde, fatta eccezione per la norvegese Statoil e la venezuelana Pdvsa, si sono ritirate. E che il settore non interessi più sembra dimostrato anche dalla decisione della compagnia statale russa Rosneft e della Chinese National Petroleum Company (Cnpc) di limitarsi ad aiutare L’Avana ad estrarre più pertolio nella sua tradizionale fascia nord-occidentale.

Con le energie rinnovabili come nuova priorità, L’Avana cerca dunque altri investitori. Per il 2030, ha detto Murillo, il governo si prefigge di ridurre dal 96 al 76% la produzione di energia elettrica proveniente dal petrolio; la rimanente è generata oggi da 19 impianti di bioelettricità connessi a zuccherifici, oltre a 13 parchi eolici e fotovoltaici.

venerdì 8 agosto 2014


Torna la "crisi dei balseros", in 40.000 lasciano Cuba ogni anno

Oggi principale motivo emigrazione di massa (legale) è economico


      AFP
L'Avana, 4 ago. (TMNews) - Di fronte a condizioni di lavoro non facili, i cubani continuano a emigrare in massa, venti anni dopo la "crisi dei balseros", un'ondata emigratoria che vide più di 37.000 persone lasciare l'isola comunista su imbarcazioni di fortuna per raggiungere gli Stati Uniti.

L'emigrazione massiccia avvenne al culmine della crisi economica che seguì il crollo dell'impero sovietico e rappresentò la prima grande protesta popolare contro il regime di Fidel Castro, allora al potere da 35 anni. Essa servì anche a condurre delle trattative segrete con Washington, per creare una politica di immigrazione in vigore tutt'oggi.

Sebbene il peggio della crisi economica sia passato, ogni anno 40.000 cubani emigrano, la maggior parte in maniera legale.